mercoledì 27 settembre 2017

                          Mindfulness: 10 modi per praticare la consapevolezza del momento presente nella vita quotidiana


mindfulness meditazione
Stiamo davvero vivendo nel presente? Tecnicamente è così ma forse molti di noi sono nel qui e nell'ora soltanto per il 10%. Il resto dei pensieri è proiettato verso il futuro o nel passato. Le pratiche di consapevolezza (Mindfulness) per rientrare in contatto con il momento presente possono diventare un aiuto prezioso.
Non sempre siamo davvero connessi con ciò che sta succedendo in noi e attorno a noi in questo momento, eppure il presente è l'unico tempo che abbiamo a nostra disposizione senza alcuna incertezza.

Può capitarci più o meno spesso di lasciarci trascinare dai ricordi del passato, di preoccuparci troppo per il futuro o di giudicare senza motivo ciò e chi abbiamo di fronte ai nostri occhi. In realtà con alcuni esercizi semplici e concrete possiamo praticare la consapevolezza del momento presente ogni giorno, nella nostra vita quotidiana.

1) Quando mangiamo

Quante volte vi sarà capitato di mangiare con molta fretta, distratti dal lavoro, dal computer, dallo smartphone o dalla tv? Provate a mangiare con più consapevolezza, a masticare a lungo ogni boccone, ad assaporare davvero il vostro cibo. Masticare ogni boccone circa 30 volte, contandole una ad una, può essere un buon esercizio di consapevolezza oltre che una buona abitudine per la vostra salute.

2) Quando beviamo una tazza di tè

"Quando stiamo mangiando, mangiamo. Quando stiamo bevendo, beviamo". Proviamo a richiamare alla mente questa semplice frase sia durante il pranzo o la cena sia quando stiamo per bere una tazza di tè o di caffè. Stiamo bevendo in quel momento e non abbiamo bisogno di pensare ad altro, solo ad assaporare e a gustare la nostra bevanda.

3) Quando camminiamo

Dove ci stanno portando i nostri passi? Stiamo camminando di fretta o lentamente? Ci sono delle persone intorno a noi? Conosciamo già questa via o per noi si tratta di una strada nuova? Quando camminiamo cerchiamo di non fare in modo che tutto ciò che ci circonda, con i suoi colori e suoni, passi inosservato. Quando possiamo prendiamoci un momento di pausa per camminare con consapevolezza e ammirare tutto ciò che si trova intorno a noi, con lo stesso sguardo di meraviglia che avrebbe un bambino.

mindfulness camminare
Fonte foto: Rella Cafa

4) Quando sentiamo lo squillo del telefono

Ecco, il telefono squilla, forse è una chiamata oppure è un semplice messaggio. Possiamo considerare lo squillo del telefono come un suono che ci riporta al momento presente. Facciamo un bel respiro profondo prima di andare a rispondere o prima di leggere il messaggio che abbiamo appena ricevuto.

5) Quando respiriamo profondamente

Fermiamoci, dedichiamoci un momento di pausa e facciamo un respiro lungo e profondo che possa riportare un po' di calma nella nostra mente e nel nostro cuore. Creiamo delle pause dedicate alla respirazione profonda tutte per noi. Bastano davvero pochi minuti. Magari possiamo fare un respiro profondo quando ci alziamo dalla scrivania e usciamo a prendere una boccata d'aria.
mindfulness respirare
Fonte foto: Bonnie Katz

6) Quando facciamo una pausa

Nel nostro mondo che corre sempre più in fretta sembra quasi impossibile fermarsi per dedicarsi un momento di pausa e prendere in considerazione punto per punto tutto ciò che ci preoccupa o che ci rende felici in questo momento. Per ritrovare la tranquillità può essere utile provare a compilare delle liste con un numero fisso di punti. Scriviamo i nostri desideri o ciò di cui ci vorremmo liberare in questo preciso momento. Poi iniziamo ad agire davvero in base ai nostri obiettivi.

7) Quando siamo sovrappensiero

Forse in alcuni momenti vi sentite sovrappensiero, quasi distaccati dal mondo. Provate a tornare al presente usando i cinque sensi uno alla volta. Osservate bene ciò che si trova di fronte a voi, ascoltate i rumori e le voci che avete intorno, accarezzate il tessuto del divano su cui siete seduti, sentite se ci sono odori o profumi, soltanto per fare qualche esempio. Senza dimenticare di concedervi anche qualche respiro profondo.
mindfulness sovrappensiero
Fonte foto: Mindful

8) Quando ascoltiamo gli altri

Un amico è seduto davanti a noi e ci sta raccontando le ultime novità. Lo stiamo ascoltando fino in fondo o stiamo pensando a ciò che vorremmo raccontargli subito dopo o a quali risposte dare alle sue domande? Ecco, anche in questo caso possiamo provare a vivere nel presente e a concentrarci fino in fondo su ciò che la persona che è qui con noi ci sta davvero raccontando e comunicando.

9) Quando ascoltiamo le nostre emozioni

Sapremo davvero ascoltare gli altri solo quando avremo imparato a comprendere davvero come ci sentiamo in questo momento e quali sono le emozioni che stanno guidando le nostre parole e le nostre azioni. Proviamo a comprendere quali sono le nostre emozioni e i nostri pensieri in questo momento, da dove nascono, cosa possiamo fare per risolvere i problemi che si presentano davanti a noi e cosa possiamo trarre di positivo da ciò che proviamo o che pensiamo.
mindfulness emozioni
Fonte foto: Guim

10) Quando meditiamo

Quando ci sediamo nel nostro posto preferito per meditare siamo guidati dalle migliori intenzioni ma poi nella nostra mente arrivano mille pensieri. È perfettamente normale perché per la nostra mente è impossibile non pensare. La mente deve essere sempre concentrata su un pensiero o su un oggetto. Come fare allora? Per mantenere la mente concentrata nella meditazione senza distrazioni possiamo meditare con l'aiuto di un mantra e del suo significato. Questo tipo di pratica aiuterà la mente a vivere al meglio il momento presente e ci permetterà di essere del tutto assorti nella meditazione come unica azione in cui vogliamo impegnarci in quel determinato momento.

venerdì 22 settembre 2017

Un buongiorno di felicità

8 domande da porsi ogni giorno


Le prime ore del mattino sono quelle più importanti. Dopo una notte di riposo per il nostro corpo e sogni per la nostra mente, ci prepariamo per un nuovo, unico giorno della nostra vita. Per ottenere il meglio da questo nuovo regalo che la vita ci offre, ecco qui di seguito 8 domande da porti per un buongiorno di felicità.

1. Qual è la cosa più importante che posso fare per stare bene?

Se non sei tu per primo a prenderti cura di te stessa/o, la persona più importante della tua vita, chi lo farà per te? Ogni nuovo giorno è una nuova opportunità per cambiare vita, per andare nella direzione in cui vuoi tu. Sogna in grande e pre-occupati di meno. Ricordati che la vita non ti chiede mai di sopportare qualcosa oltre le tue capacità. Fai un piccolo passo alla volta e scalerai grandi montagne. Cosa ti fa stare bene? Fallo più che puoi!

2. Come posso dimostrare il mio amore a coloro che amo?

L’amore non si dimostra a parole, ma con i fatti. Non dare per scontato il tuo amore, anche se magari sei sposata/o da tanti anni. Fai un gesto gentile nei confronti del tuo partner, sorprendilo/a. Chiama un amico che non senti da tanto tempo, scrivi un biglietto per far sapere quanto stimi una persona e quanto sia importante per te. Non serve essere stravagante o fare le cose in grande stile. Un piccolo gesto può illuminare il volto di una persona e renderla felice. E fare felice anche te.

3. Come posso motivare me stesso e gli altri?

Mantenere la motivazione lungo la strada verso i nostri sogni è un impegno quotidiano che richiede costanza. Scoprire cosa ci fa battere il cuore e per cosa brucia il nostro amore significa trovare una fonte inesauribile di energia da applicare alla nostra vita. Significa riuscire ad essere eternamente innamorati. Significa anche scoprire la chiave dell’automotivazione. A volte può capitare di sentirci meno motivati del solito, magari perché i risultati che cerchiamo tardano ad arrivare o non vediamo subito il premio per i nostri sforzi. Non demordere, è proprio in questi momenti che devi tener duro. Invita le persone intorno a te a fare altrettanto, incoraggiale.

4. Quale differenza voglio fare nella vita degli altri?

Se vuoi essere veramente felice, fai felici gli altri e lascia il mondo un posto migliore di quello che hai trovato. Sapere che tu, con il tuo essere perfettamente imperfetto, fai la differenza nella vita di qualcun altro non ha prezzo. Siamo tutti parte di un grande sistema, ognuno di noi fa comunque la differenza nella società, anche se non ce ne rendiamo conto. La maniera in cui pensiamo, agiamo, parliamo fa la differenza nella vita delle persone attorno a noi. Allora la domanda da farsi non è più se voglio fare la differenza o meno, ma che tipo di differenza voglio fare? Che tipo di eredità voglio lasciare nel mondo? Siamo qui sulla Terra per contribuire. Non siamo qui solo per consumare delle risorse, mangiare, respirare, occupare spazio. Siamo qui per fare la differenza attraverso la nostra vita. Quando ci diamo il permesso di apprezzare il fatto che siamo vivi e iniziamo a scorgere la bellezza che ci circonda, è naturale sentire nascere dentro la voglia di ridare indietro, di dire grazie in qualche modo alla vita (o a Dio o all’Universo). E ognuno di noi è chiamato a fare questo passo, non solo i grandi personaggi della storia.

5. Come posso rimanere fedele a me stesso oggi?

Tutti noi abbiamo il nostro personale cammino da percorrere, quello più giusto per noi. Seguilo, rimanendo sempre fedele a te stessa/o e troverai la pace. Quando non scendiamo a compromessi (ovvero ci adattiamo per piacere agli altri o fingiamo di essere quello che non siamo) non ci sono conflitti interiori. Quando c’è la pace dentro di noi, ecco che c’è pace anche intorno a noi. Non sempre sarà facile, ma di sicuro non c’è prezzo che tenga per la libertà di essere te stessa/o.

6. Cosa mi sta dicendo la mia voce interiore riguardo il mio cammino?

Ascoltare i consigli degli altri può essere d’aiuto, ma non soffocare mai la tua voce interiore. A volte, è necessario andare contro i pareri degli altri, sperimentare in prima persona, prendere decisioni da soli per proseguire nel nostro cammino di crescita personale. Ogni tanto fermati e chiedi alla tua vocina interiore che sempre ti guida, se sei sulla strada giusta. La voce del cuore conosce sempre tutte le risposte.

7. Cosa apprezzo della mia vita in questo momento?

La gratitudine è un muscolo e come tale deve essere allenato tutti i giorni. L’Universo ci circonda di abbondanza, in termini di amore, gioia, armonia, grazia, ma molto spesso siamo noi che non ce ne accorgiamo, alla ricerca di qualcosa che non abbiamo e che vorremmo. Ogni giorno ringrazia almeno due persone che ti hanno aiutato in qualcosa e senti come il tuo cuore sia in festa.

8. Cosa vuoi ricordare di oggi?

Fai qualcosa che valga la pena ricordare. Prova qualcosa di nuovo, manifesta il tuo amore, celebra la tua verità e vivi le tue differenze. Condividi il tuo entusiasmo, apprezza i doni che ti sono offerti. Fai qualcosa che renda irripetibile questa giornata.

lunedì 18 settembre 2017

Un post di Alessandra Graziottin molto adatto per me in questo periodo

Aspettative: dalla morte alla rinascita


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano


Nella casa interiore, quella che abita tra mente e cuore, c’è una stanza preziosa, che tutti abbiamo. E’ la stanza delle aspettative. Affollata e vibrante da giovani, si può riempire di ragnatele e tristezza se periodicamente non la visitiamo, non l’aggiorniamo, eliminando polvere, affetti e progetti deceduti e aspettative superate, per riaccenderla di altra energia e di altri sogni. Per andarci bisogna avere una pausa di calma e di silenzio. Entrarci a volte è entusiasmante, a volte doloroso. Richiede coraggio, quando sentiamo il peso della perdita che ci incalza. Per tutti i momenti che si alternano.
La stanza delle aspettative ha vibrazioni antiche e magiche, che risuonano in ognuno di noi. Quanto più ci alleniamo a visitarla e a riflettere, respirando lentamente e profondamente, con il respiro “di pancia” che ci aiuta a trovare la calma e il silenzio interiore, tanto più ci diventa amica. Proprio cara. Bisogna entrarci concentrati, ascoltando e guardando negli occhi le nostre aspettative: per assaporare quelle realizzate. Per comprendere meglio come concretizzarne altre in modo efficace. Ma anche, ed è questo lo spunto di oggi, per accettare la morte di quelle non realizzabili.
Le aspettative abitano ogni aspetto della vita: dalla salute all’amore, dallo studio al lavoro, dallo sport agli svaghi, dal guadagno al benessere. Nella parola c’è un significato profondo: dal latino “expectare”, che significa guardare fuori. E’ l’attesa – attiva o passiva – per la riuscita di un progetto, di un desiderio, di una speranza. Può esser costrittiva, e toglierci libertà ed energia, se in qualche modo oscuro ci obbliga a fare, a dimostrare, ad agire, oltre il perimetro dei nostri sogni, per realizzare sogni altrui. Oppure a perseguire un obiettivo, anche personale, che ha fatto il suo tempo. O un progetto in cui sono entrate variabili che non controlliamo. O che il tempo ha fatto evolvere in modi inattesi, e non sempre favorevoli.
Chi di noi non ha avuto un’aspettativa forte di felicità in amore? O di famiglia affettuosa? O di lavoro esaltante? O di salute ricca di energia vitale? La vita ci confronta continuamente con aspettative deluse, non realizzate, abortite o morte. Ecco: il funerale delle aspettative è un processo essenziale della vita. Solo riconoscendo periodicamente le aspettative che non si realizzeranno più è possibile ripartire su un principio di realtà.
E’ un processo necessario? Sì: per molte ragioni. Evita di intrappolare tonnellate di energia vitale in strade e percorsi senza sbocco. Oppure in paludi fatte di accuse e rimpianti. O nelle sabbie mobili dei sensi di colpa. Liberàti dalle aspettative decedute, possiamo ripartire più leggeri, più concreti e fiduciosi, perseguendo progetti che abbiano più possibilità di essere realizzati. Quel funerale necessario presuppone un’analisi accurata delle cause di morte, di quel sogno, di quel desiderio. Dei fattori tossici ambientali che sono intervenuti. Degli errori personali compiuti. Richiede autocritica e onestà intellettuale (almeno con sé stessi!), senza alibi e senza scuse. Anche piangendo con il giusto dolore l’irreparabilità di un’aspettativa ferita o morta che non è stato proprio possibile realizzare, anche se l’abbiamo accarezzata e coltivata con cura.
Ognuno di noi conserva un’illusione di controllo su tutto, ma la vita ci insegna quanto l’impensabile possa irrompere e devastare anche il progetto migliore. Mi piace pensare alle aspettative come all’Araba fenice: mito straordinario di morte e rinascita che esiste in tutte le culture. Perché porta con sé un messaggio fondamentale: l’importanza esistenziale del rinnovamento, del cambiamento. Di accettare che parti di sé possano morire per rinascere ad un livello diverso di vita interiore, di energia, di qualità e intensità di sguardo sulla vita. Ma anche di progetti e obiettivi realizzati.
Quanta energia perdiamo tutti i giorni in rimpianti, malinconie, tristezze, rimproveri, accuse e sensi di colpa per aspettative non realizzate? E a correre senza (più) senso? Il suggerimento affettuoso è di tornare ciascuno nella propria stanza delle aspettative: ci aiuta a chiudere i cerchi, a concludere una riflessione sottotraccia che magari da tempo affiora insistente nei nostri sogni. A dirci e ripeterci, con la saggezza di Morfeo, che dobbiamo fermarci ad ascoltare che cosa sta cambiando ed è finito. Ci chiede di rallentare la frenesia delle corse quotidiane, per chiederci se è ancora su questo tipo di vita che vogliamo continuare. Anche senza rivoluzioni radicali, ma nei modi e nei tempi, nelle priorità. Quali aspettative serve, tutto questo agitarsi? Non è depressiva, questa riflessione, e nemmeno nichilista. E’ strategica: ci aiuta a selezionare. E poi ad esprimere e realizzare davvero – o almeno provarci – le aspettative concrete che oggi sono care al nostro cuore.

venerdì 1 settembre 2017

Lasciando andare, diventiamo liberi di usare tutto il nostro potere mentale per godere di questo momento e creare un futuro meraviglioso." Louise Hay
Il cambiamento è una costante in continuo movimento, occorre imparare a non evitarlo acquisendo sempre più coscienza e fiducia!
Il cambiamento è una certezza, impara ad accoglierlo con la consapevolezza che la vita è meravigliosa e va accettata per quello che ci riserva senza fermarsi al passato..
..lascia andare il passato per essere felice nel presente..

..Il momento presente è l’unico che esiste: goditi ogni secondo della vita che ti è stata donata.

Non rimuginare sul passato, su quello che è stato e che non può più essere cambiato.
Perdona chi ti ha fatto del male, perdonati gli errori che hai commesso e guarda avanti.
Impara ad accettare tutto ciò che succede come parte fondamentale della vita, smetti di lottare contro ciò che non può essere cambiato, prova gratitudine per la semplice ragione di esistere.
I momenti negativi sono opportunità che ci segnalano cosa cambiare per poter evolvere.

Non vivere in balia degli eventi, provando a sviluppare un tuo personale potere nei confronti della realtà.
Tutto ciò diviene possibile nel momento in cui impari a lasciare andare.